Le stelle brillano soltanto in notte oscura | Il sito dello storico calabrese Santino Soda

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DALLA CALABRIA AL PASUBIO. MORTE DI UN FUTURISTA

di Santino Soda

ISBN: 9791220067980


PRENOTA              DISPONIBILE DICEMBRE 2020                                                             € 13,00

Le pagine di questo libro raccontano la breve vita di un giovane studente di filosofia calabrese, Domenico Sola, morto oltre un secolo fa durante la grande guerra. Nella sua breve seppure intensa esistenza  il giovane filosofo aderisce a quel movimento letterario-artistico-politico, che caratterizzò tutto il novecento italiano ed europeo, noto come futurismo, di cui fu attivista e collaboratore; scrisse infatti sulle maggiori riviste che ne rappresentavano le istanze, come "Sapientia" e soprattutto "La Voce", la più importante rivista culturale del secolo scorso, fondata da Giuseppe Prezzolini. Alla Vigilia dello scoppio della Grande Guerra, pur non ritenendosi un nazionalista, come del resto lo stesso Prezzolini, tenne numerosi comizi nelle principali città italiane in favore dell'intervento dell'Italia. Il movimento guidato da Marinetti inneggiava alla guerra e la considerava "la sola igiene del mondo", quel mondo che veniva considerato dai futuristi corrotto e decadente. Partito volontario con il grado di sottotenente per il fronte del Trentino, vi trovò la dolce morte il 29 maggio 1916, sul pianoro di Maso, sotto un crinale, noto come Sogli di Campiglia, alle porte del Pasubio, mentre alla testa del suo plotone, dopo aver perso diverse dita di entrambe le mani,  andava all'attacco delle postazioni austriache, che avevano nel frattempo  sferrato contro gli italiani una violenta offensiva, nota come Strafexpedition, ovvero spedizione punitiva.
In quel tragico contesto il valoroso comportamento del suo reparto, inquadrato nella milizia territoriale del 217° reggimento  fanteria Volturno, contribuì in modo decisivo, circostanza quest'ultima a cui la storiografia ufficiale non ha mai dato molto peso, a respingere l'avanzata delle forze austriache intende a dilagare verso la pianura veneta allo scopo di prendere alle spalle la III armata italiana impegnata sul fronte del Carso e nel contempo ad isolare il Pasubio, dove era accampato il grosso dell'esercito italiano, tagliandolo così dalle proprie linee.
Non si saprà mai se la  morte del giovane futurista fu cercata a coronamento dei suoi ideali, che egli aveva predicato tempo prima nelle piazze italiane, oppure ad un atto di abnegazione dettato dalla disperazione di un soldato verso un nemico che avanza inesorabile. Certamente fu un atto eroico che gli valse una medaglia d'argento al valor militare. Con la sua morte il mondo della cultura e della filosofia perse una grande speranza. Prezzolini, che ne fu  il maestro nel periodo in cui Sola scriveva su "La Voce" così ricordava i suoi giovani collaboratori: "C'era in questi giovani l'aspirazione ad un Italia migliore, più grande, più seria, più onesta..."

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